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Coop, la trappola del prestito sociale

Coop, la trappola del prestito sociale

Buon giorno, oggi parliamo di “LIBRETTO COOP“, chi pensa sia un libretto di risparmio come quelli bancario e postale, commette un grave errore.

Il prestito sociale COOP è stato oggetto di servizi giornalistici del “Fatto Quotidiano” e di “Report Rai 3” nei quali si parlava di risparmio svanito nel nulla per decine di migliaia di soci COOP che hanno perso tutto. Nei casi recenti delle banche italiane, nessun correntista o proprietario di libretto bancario fino a 100mila euro ha perso 1 centesimo€, nei libretti COOP hanno perso tutto saldo zero€.

Il libretto di risparmio è uno strumento di investimento semplice che consiste nel depositare denaro presso un istituto di credito sul quale maturano interessi, in cui l’unico rischio è rappresentato dall’insolvenza della banca.

Il rischio è mitigato:

  • dalla normativa bancaria stringente che costringe le banche a maggiori obblighi di trasparenza.
  • dal FONDO INTERBANCARIO TUTELA DEL DEPOSITO. In caso di fallimento della banca ti viene restituito comunque il capitale investito fino ad un massimo di 100.000 euro per depositante.

Nel caso della Coop invece le cose non stanno proprio in questo modo. Benché le modalità operative, versamenti, prelievi ed annotazioni delle operazioni avvengano con la stessa modalità prevista per il libretto di risparmio, ecco perché viene denominato  “libretto coop”, dal punto di vista giuridico siamo dianzi a due forme di risparmio totalmente differenti.

Quanto praticato dalla Coop è un vero e proprio prestito sociale Coop. Ciò significa che quando versi il tuo capitale sul conto corrente della Coop, lo stai facendo nella natura di socio e te ne assumi tutti i rischi.

Anche in questo caso la restituzione del capitale è legata al rischio di insolvenza della cooperativa. Ma con la netta differenza che la Coop non essendo riconosciuta come ente dedito  alla raccolta ed alla gestione del risparmio, non può aderire al fondo di garanzia.

I vostri soldi quindi sono meno sicuri!

Infine la mancata autorizzazione alla raccolta ed alla gestione del risparmio non sottopone la Coop ad attività di vigilanza da parte della Banca d’Italia, né richiede maggiori obblighi di trasparenza in termini di informativa contabile.

Un consiglio per tutti, quando hai dei dubbi rivolgiti sempre ad una persona esperta…Ogni famiglia dovrebbe avere esattamente come accade per il medico, commercialista e avvocato, un consulente finanziario di propria fiducia.

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