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Il Risparmio degli Italiani una cosa seria, un cambio di paradigma dal rendimento al rischio

Il Risparmio degli Italiani una cosa seria, un cambio di paradigma dal rendimento al rischio

Gli Italiani con i loro risparmi e investimenti erano abituati bene e continuano tutt’oggi a voler vivere o rivivere i bei tempi passati.

Fino a 10 anni fa lo scenario dei risparmiatori italiani era il seguente:

  • alti rendimenti delle obbligazioni,
  • titoli di stato privi di rischi,
  • sicurezza del sistema bancario,
  • continua crescita dei valori immobiliari,
  • supporto dello Stato nelle spese sanitarie,
  • elevate prestazioni pensionistiche garantite anche in giovane età (negli anni ottanta ad un insegnante bastavano 19 anni di contributi per andare in pensione, abbiamo avuto pensionati a 38/40 anni di età!).

Gli Italiani vivono in un mondo insostenibile nel lungo termine e soprattutto dove il conflitto tra le generazioni è stato amplificato e reso anch’esso insostenibile.

Queste condizioni economico-sociali particolarmente vantaggiose, hanno sortito due effetti importantissimi nella vita del risparmiatore italiano:

  1. il primo di natura patrimoniale, grazie alla massiccia presenza dello Stato in tutti gli aspetti della vita (scuola, sanità, pensione, lavoro etc..) gli italiani sono stati in grado di accumulare tanta ricchezza per la maggior parte destinato agli immobili;
  2. il secondo effetto è molto più importante e delicato, questa protezione “continua” dello stato su ogni aspetto della vita sociale ha generato la convinzione che “il rischio non esista” o meglio che non sia un fattore da considerare nella nostra vita finanziaria e patrimoniale, si può vivere scegliendo di non rischiare nulla.

Il fatto stesso che lo Stato garantiva la “patrimonializzazione” delle banche, il pagamento dei titoli di stato, la pensione ai nostri padri, le cure mediche alla nostra famiglia, la scuola, il lavoro etc.. ha reso inutile per decenni il dover fare i conti con il controllo e la gestione di eventuali rischi che potevano ricadere sulla propria persona o sulla propria famiglia.

In questo modo gli Italiani non sono stati abituati a prendersi cura di se stessi e della propria famiglia sotto l’aspetto della protezione di eventi, che oggi sono molto probabili o quasi certi, e che portano alla disperazione, al pessimismo e al fatalismo.

La perdita del reddito dovuto a premorienza di un famigliare, un evento naturale che colpisce la casa o l’azienda, un infortunio o una malattia, la pensione futura, la scuola o l’università per i nostri figli, la non autosufficienza personale o di un famigliare, non serve protezione ci pensava lo Stato.

Tutte queste garanzie offerte dallo Stato, però, avevano un nome ben preciso: debito pubblico. Lo stato per mantenere le sue promesse e proteggere i propri cittadini si indebitava anno su anno, trasferendo il problema alle generazioni future!

La crisi del 2008 ha spazzato via una serie di paradigmi e convinzioni a cui il risparmiatore italiano si era aggrappato per oltre mezzo secolo e a cui è ancora aggrappato nel settore del risparmio e della previdenza, attraverso i quali era riuscito ad accumulare uno stock di ricchezza che ancora oggi tiene in piedi il nostro paese, i nonni che aiutano economicamente e non solo figli e nipoti.

Ecco, noi oggi siamo quelle generazioni future! Oggi il debito è divenuto insostenibile e le garanzie fino ad ora offerte a cuor leggero dal nostro Stato stanno cedendo ad una ad una.

Si riduce l’assistenza sanitaria, si rivedono le prestazioni pensionistiche, si ridimensionano tutti i servizi sociali, si azzera il rendimento dei titoli di stato e si elimina anche la garanzia di un sicuro rimborso dello stato.

Le banche non hanno più il sostegno pubblico ed in caso di fallimento a pagare saranno direttamente i risparmiatori clienti di quella banca (BAIL IN).

Nel 2019 il focus dei risparmiatori deve cambiare, non può essere orientata solo all’accumulo di capitale ma anche e soprattutto alla protezione della famiglia nella sua completezza e del capitale stesso.

Il grande e vero problema è che ancora oggi pochi italiani sono consapevoli di questa trasformazione in atto e continuano a comportarsi come se nulla fosse cambiato.

Si comprende, allora, perché ancora oggi gli Italiani chiedono: “si, voglio investire i miei risparmi, avere un discreto guadagno ma non voglio rischiare nulla!”

Ecco che in questo nuovo contesto gli italiani devono imparare ad ascoltare discorsi di pianificazione finanziaria all’interno del più ampio scenario della gestione dei rischi personali,  familiari, professionali, patrimoniali e sociali.

Perché il tempo di lasciare i soldi a marcire sul conto corrente per il famoso “NON SI SA MAI” è finito la gestione del rischio deve essere affrontata e risolta con gli strumenti adatti, la protezione assicurativa.

Continuare a parlare di rendimenti (quanto mi rende?) è un approccio totalmente sbagliato per la vita reale di oggi, la vera domanda è: come mi proteggo dai rischi?

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