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Quel rischio che nessuno conosce

Quel rischio che nessuno conosce

Gli italiani sono ansiosi quando si devono occupare di investimenti. Non sanno valutare la pericolosità degli strumenti e scelgono soprattutto sulla base dei consigli degli amici. E’ ora di cambiare.

I risparmiatori italiani devono capire che bisogna affidarsi ad un esperto finanziario assicurativo e che devono pagare il lavoro svolto dal professionista.

Permettetemi un paragone per me appropriato ma un pò forte, tra un Consulente Finanziario ed un Dottore Specialista.

Il Dottore si occupa di un argomento importante la Salute.

Il paziente va dal medico solo quando sta male, potrebbe andarci prima per fare una visita di controllo ed evitare di stare male? Si, ma non lo fa.

Dal medico pretende che risolva il suo problema di salute, grave rischia la vita oppure semplice come la tosse.

Il medico la prima cosa che fa, sono delle domande prima generiche e poi sempre più precise, ascolta le risposte, valuta la situazione (legge gli esami clinici) in base alla sua esperienza e quella dei suoi colleghi, ed infine emette la diagnosi.

La diagnosi a volte è la cura definitiva altre volte è richiedere ulteriori accertamenti, in altri casi deve dire che non esiste la cura.

Il medico compila la parcella, il paziente accetta sempre la diagnosi, non può fare diversamente e anche se non soddisfatto o contento, PAGA il dottore.

Il Consulente Finanziario si occupa di un argomento importante il Risparmio, il denaro che non da la felicità ma in caso di problemi esempio: di Salute può aiutarci in modo diretto pagando la prestazione sanitaria o in modo indiretto pagando il premio della polizza assicurativa che provvede a pagare la prestazione sanitaria.

Il Consulente Finanziario è una persona esperta, che ha una qualifica professionale riconosciuta dallo Stato italiano, che per lavorare paga di tasca propria gli organi pubblici di controllo, terze parti, Consob e APF che controllano che faccia bene il suo lavoro a tutela dei clienti/risparmiatori/investitori.

Il cliente va dal CF solo dopo che con il fai da te, con il parere degli amici e con la sua banca, di cui è sempre il miglior cliente, ha avuto perdite, è stato fregato, ecc. e vuole non delle risposte come dal Medico, ma che il CF recuperi tutti i suoi risparmi persi, ovviamente senza rischio, con la garanzia che da adesso non perderà il proprio denaro e che i rendimenti siano fuori mercato e che ogni anno guadagni sempre.

Il Consulente inizia con il fare domande generali quali: composizione del nucleo famigliare? Chi porta a casa il reddito? A quanto ammonta il reddito famigliare? Se il cliente è in casa di proprietà o affitto? Ecc. Poi passa a domande più precise: A quali progetti e/o esigenze serve il risparmio (per i figli, casa, pensione, non si sa mai, ecc.)? Quanto tempo abbiamo a disposizione per realizzare i progetti? Quale capacità di sopportazione di eventuali oscillazioni negative ha il risparmiatore? Ecc.

Il CF ascolta con attenzione, valuta la situazione, predispone un piano sia finanziario (allocazione del risparmio) sia temporale e lo espone al risparmiatore tramite la Raccomandazione di investimento.

Per il risparmiatore è tutto finito, NO.

Il CF spiega al cliente che il suo lavoro come quello del Medico non ha certezze e che deve essere pagato.

Come il risparmiatore può pagare il lavoro svolto, tramite una parcella oppure tramite una percentuale sui costi che il risparmiatore deve sostenere per l’esecuzione della Raccomandazione di investimento (commissioni di sottoscrizione degli strumenti finanziari).

Infine il CF spiega al risparmiatore che dopo la sottoscrizione del contratto, lui continuerà a seguire il risparmiatore nel tempo e che il suo lavoro sarà pagato o con emissione di parcella o con una percentuale dei costi sostenuti dal risparmiatore come commissioni di gestione degli strumenti finanziari sottoscritti.

Questo è il corretto modo di gestire il proprio risparmio.

Le statistiche precise sulla situazione italiana leggi l’articolo su MorningStar
http://www.morningstar.it/it/news/161949/quel-rischio-che-nessuno-conosce.aspx

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